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Prestito Dipendente - Guida Informativa per Prestiti Online
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Prestito Dipendente Statale
Prestito Dipendente Statale

Quale miglior garante per i prestiti se non lo stato? La fiducia delle banche verso i prestiti ai dipendenti statali è consolidata tanto che, a differenza dei lavoratori privati, per gli statali raramente è richiesta una garanzia accessoria, poiché il datore di lavoro è affidabile e assicura la stabilità del lavoro e quindi il pagamento delle rate, inoltre sono concessi anche se il dipendente ha avuto un qualche problema pregresso.

In ogni caso i dipendenti statali sono esclusivi anche sul fronte dei tassi ai quali è concesso il prestito che è solitamente inferiore alla media del mercato dei finanziamenti.

Tale privilegio è imputabile al basso rischio rilevato su questa categoria di utenti: esistono rari casi di mancato pagamento stante la solidità della prestazione lavorativa.

Ma chi sono allora i dipendenti statali? Appartengono a questa categoria tutti i lavoratori che prestano servizio presso le Pubbliche Amministrazioni: Ministeri, Regioni, Provincie, Comuni, Tribunali, Scuole, Università e tutte le forze dell’ordine.

I Prestiti a Dipendenti statali sono la tipologia preferita per agenzie di mediazione creditizia o agenzie di erogazione credito.

L’erogazione di prestiti a dipendenti statali avviene con duplice modalità: direttamente dall’ente presso il quale prestano servizio oppure tramite mediatori creditizi. Altra forma di prestito assimilabile per garanzie e privilegi è quella dei prestiti con convenzione INDAP: ormai da qualche tempo l’organo pubblico ha stipulato un contratto con i più importanti istituti bancari e finanziari per garantire l’accesso agevolato al credito ai suoi assistiti, dipendenti o pensionati dello stato e della pubblica amministrazione. I dipendenti statali possono accedere ai prestiti con solo sei mesi di anzianità lavorativa, assunzione a tempo indeterminato e presentando una documentazione minima, a differenza dei prestiti sui dipendenti privati il cui accesso dipende essenzialmente dal datore di lavoro.

Tutte le statistiche indicano un aumento dei dipendenti pubblici in difficoltà economiche, soprattutto in famiglie monoreddito: per far fronte a tale problematica, inizialmente fu introdotto il prestito “cessione del quinto di stipendio” che prevedeva la rinuncia di una parte dello stipendio per far fronte alle rate. Nell’attuale situazione di crisi questo non basta più: si sono creati prestiti delega con cui il lavoratore cede volontariamente un secondo quinto dello stipendio in modo da poter pagare una rata più alta. Per accedere a entrambe le tipologie di finanziamento, anche in modo simultaneo, non è necessario motivare l’utilizzo della somma di denaro erogata.

Non tutti i dipendenti statali però sanno che è possibile fare un rinnovo del prestito “cessione del quinto di stipendio” per disporre di nuova liquidità: esso concede un finanziamento aggiuntivo che permetterà, per una sua parte, di estinguere quello in corso lasciando inalterate le rate e prolungando la scadenza del finanziamento iniziale. I dipendenti statali, inoltre, potranno godere di una procedura semplificata di controllo antiriciclaggio solo nel caso il prestito non avvenga attraverso mediatori o società finanziarie.


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